Leone XIV: il mondo desidera un progetto liberante e pacifico, non strategie armate
Fonte dell’articolo Arcidiocesi Bari Bitonto

Leone XIV: il mondo desidera un progetto liberante e pacifico, non strategie armate
Il disegno di Dio e le strategie degli uomini. La sapienza e misericordia divina, il calcolo distruttivo dell’uomo. La proposta di Dio e le imposizioni degli uomini. Ăˆ la soglia stridente su cui si sofferma, nell’omelia dei Primi Vespri di Maria Santissima Madre di Dio, Papa Leone, quando manca ormai una manciata di ore all’ingresso nel nuovo anno solare. Nella Basilica vaticana, con 5.500 fedeli, risuona il giubilo di ringraziamento della Chiesa universale, mentre nel mondo risuonano altri allarmi, missili, boati, deflagrazioni, voci roboanti di conquista. Tanto piĂ¹ quel giubilo, allora, non puĂ² restarne indifferente, non puĂ² non caricarsi di ulteriore speranza e desiderio di bene per l’umanitĂ ferita.
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La preghiera è avvolta di soavitĂ e armonia. Il coro della Cappella Sistina la modula e accompagna, dal principio alla fine, con una grazia singolare. Con il canto in latino “Ave, stella Maris”, si leva la supplica del dono della pace, il tema che fa da sfondo continuo alla liturgia, l’invocazione a Dio di spezzare i legami agli oppressi. L’antifona ai Salmi ricorda il prodigioso progetto di Dio di nascere da una vergine. E poi i versetti del Salmo 112 in cui sgorga la lode che si sprigionerĂ ancora di piĂ¹ nel Magnificat. La Lettera agli Efesini è il cantico di ricapitolazione del progetto di Dio, tutta la creazione partecipa del ringraziamento per l’opera del Signore.Â
LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELL’OMELIA DEL PAPA
Il bisogno di un disegno sapiente, benevolo, misericordioso
“Dar voce a tutti i cuori e i volti che sono passati sotto queste volte e per le strade di questa cittĂ ”. Ăˆ quanto, nel desiderio di Papa Leone espresso nell’omelia, vorrebbe trasmettere il solenne canto del Te Deum che riempie il tempio della cristianitĂ meta di milioni di pellegrini durante l’Anno Santo. Stasera, in chiusura dell’Ottava di Natale, si celebra un “vertiginoso mistero”: “Dio che nasce da una vergine, o, detto a rovescio, della maternitĂ divina di Maria”. Un paradosso. Un “disegno”, parola che riecheggia nei brani biblici del rito, con un “centro chiaro”, afferma il Pontefice, che è la “pienezza dei tempi”. Ed è come se ci trovassimo su “un alto monte illuminato dal sole in mezzo a una fitta foresta”, spiega ancora con una efficace immagine.Â
Sorelle, fratelli, in questo nostro tempo sentiamo il bisogno di un disegno sapiente, benevolo, misericordioso. Che sia un progetto libero e liberante, pacifico, fedele, come quello che la Vergine Maria proclamĂ² nel suo cantico di lode: «Di generazione in generazione la sua misericordia / si stende su quelli che lo temono».
Il mondo avvolto da strategie armate
Il Successore di Pietro sottolinea la logica inversa che muove l’Altissimo rispetto alle bramosie degli uomini, ben sintetizzata nel Magnificat di Maria, “la piĂ¹ piccola e la piĂ¹ alta tra le creature”.Â
Altri disegni, perĂ², oggi come ieri, avvolgono il mondo. Sono piuttosto strategie, che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi.
Dio ama sperare con il cuore dei piccoli
Il Papa torna all’elogio della piccolezza, quella della giovane di Nazareth che ha accolto la proposta di Dio giunta al cuore e nella carne, quella del pescatore Simone, diventato l’edificatore della Chiesa di Cristo.
Dio ama sperare con il cuore dei piccoli, e lo fa coinvolgendoli nel suo disegno di salvezza. Quanto piĂ¹ bello è il disegno, tanto piĂ¹ grande è la speranza. E in effetti il mondo va avanti così, spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute ma non a Dio, che malgrado tutto credono in un domani migliore, perchĂ© sanno che il futuro è nelle mani di Colui che gli offre la speranza piĂ¹ grande.
Roma sia all’altezza dei piĂ¹ fragili
Il 2025 volge a conclusione. Leone invita a ringraziare per il dono del Giubileo, grande segno di speranza di un mondo “rinnovato e rinconciliato” e, nel solco dell’auspicio del suo predessore Francesco che lo ha avviato, si augura che Roma resti, “ancora di piĂ¹ dopo questo tempo di grazia”, cittĂ accogliente. “Animata dalla speranza cristiana – dice -, possa essere al servizio del disegno d’amore di Dio sulla famiglia umana”. Il sindaco della capitale è in prima fila nell’assemblea dei fedeli in rappresentanza della cittadinanza a cui il Papa dedica un pensiero specifico:
Cosa possiamo augurare a Roma? Di essere all’altezza dei suoi piccoli. Dei bambini, degli anziani soli e fragili, delle famiglie che fanno piĂ¹ fatica ad andare avanti, di uomini e donne venuti da lontano sperando in una vita dignitosa.
L’omaggio al presepe in piazza e l’abbraccio ai fedeli
Dopo l’omelia, il Papa introduce le invocazioni di intercessione: torna la richiesta accorata della pace, in Cristo “venuto a unire in un solo popolo gli uomini di ogni lingua e nazione”. Ed ecco, dopo la recita del Padre nostro, la schola cantorum intonare, a suggello dei Vespri, l’antico inno del Te Deum. Il coro e l’assemblea si alternano nel rendimento di grazia e nell’acclamazione a Dio che vince la morte, che soccorre, guida e protegge i suoi figli. Allo stupore per le meraviglie del creato si unisce il desiderio di speranza, quella speranza che non confonde.Â
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Piazza San Pietro brilla. Cori di fedeli rimasti fuori dalla basilica si mescolano all’entusiasmo dei piccoli e delle famiglie che qui sono radunate in attesa del tradizionale omaggio del Papa al presepe che quest’anno riproduce gli elementi architettonici del Battistero di Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore, la fontana Helvius di Sant’Egidio del Monte Albino e i tipici cortili dell’Agro Nocerino-Sarnese. Dopo il saluto, tra gli altri, a suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della CittĂ del Vaticano, Leone sosta qualche istante davanti all’immagine della NativitĂ , ringrazia poi la banda delle Guardie Svizzere, i gendarmi. Acclamato dalla folla, non esita a dare carezze ai bambini, a stringere mani, ad abbracciare chi gli esprime tanto affetto ed esultanza. L’augurio di un anno buono per tutti.
Antonella Palermo – CittĂ del Vaticano
© www.vaticannews.va, mercoledì 31 dicembre 2025

